La fiaba di Biancaneve

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Le fiabe hanno molto da insegnarci, se impariamo a viverle nel profondo del nostro essere.

Attraverso l’immaginazione, cioè la capacità di creare immagini, possiamo interiorizzarle, farle discendere nella nostra mente profonda, e così intuirne l’insegnamento nascosto.

Tutti conosciamo la storia di Biancaneve.

Questa bellissima fanciulla è un’immagine dell’Anima purificata, che vive in uno stato di beatitudine (nel bosco, in armonia con i sette chakra). Una  condizione che, per quanto invidiabile, non è tuttavia perfetta.

Manca infatti qualcosa: la consapevolezza. L’Anima – Biancaneve è sola: le manca il suo principe azzurro, ovvero lo Spirito portatore dell’autocoscienza.

Biancaneve è felice, saggiamente protetta e guidata dai sette nani ma, proprio come un bambino, ella ha bisogno di ricevere questa Saggezza dall’esterno, poichè non è capace di fungere da guida a se stessa. E’ necessario, dunque, che l’equilibrio raggiunto venga rotto, per essere ricostruito ad un livello più alto, più consapevole. Ecco, allora, che interviene la strega. Questa, come l’ antico serpente di cui ci racconta la Genesi, offre all’Anima una mela dallo straordinario potere. Attraverso questo misterioso frutto, ella raggiunge uno stato assai simile alla morte. Ed è proprio quando tutto sembra perduto, quando l’antico stato di beatitudine sembra ormai irrimediabilmente compromesso, che il Principe risveglia la fanciulla con un bacio capace di riportare la vita. Risvegliandosi, Biancaneve RICONOSCE il suo salvatore e…tutti vissero felici e contenti.

Questa la fiaba…ma ora chiediamoci: se non ci fosse stato l’intervento della strega, Biancaneve avrebbe mai potuto incontrare il Principe? Quando raggiungiamo un punto di equilibrio nella nostra vita, inevitabilmente sperimentiamo una condizione di stasi. Perchè muoversi se stiamo bene? E’ così che, lentamente, sprofondiamo in uno stato di sonno in cui più che vivere, ci lasciamo vivere, come foglie in balia del vento. Questo stato di sonno è però assai pericoloso, perchè non si tratta di un reale dormire, ma di una sorta di stato ipnotico che ci lascia l’illusione di essere perfettamente svegli e padroni dei nostri atti, pensieri e stati d’animo; è un sonno che, lentamente, ci svuota di ogni energia. Quando invece realmente dormiamo, avviene esattamente il contrario: ci ricarichiamo. Biancaneve perciò deve uscire dallo stato in cui si trova, e può riuscirci solo perdendolo.

SW_KissOccorre rompere il RITMO che la tiene imprigionata, anche se si tratta di una dolce prigione. Ella deve, dunque, morire. Si tratta, ovviamente, di una morte esclusivamente rituale che, ponendola in uno stato di sospensione e di disidentificazione da tutto ciò che la circonda e perfino da se stessa (o per meglio dire, dall’immagine di sè che si è costruita nel tempo), le permette di rientrare in contatto con la propria Essenza profonda.

Questa parte occulta è come un nucleo MAGNETICO, capace di richiamare a sè il Principe – Spirito. Come nel mito del labirinto, Teseo può ritrovare la strada verso casa solo perchè guidato dal filo di Arianna. Se così stanno le cose, dal punto di vista della pratica interiore dobbiamo riconoscere allora che la strega, tutt’altro che cattiva, è in effetti il vero maestro iniziatore, colui che invita l’adepto a partecipare al pasto sacro in cui la Morte è solo il principio di una VITA NOVA. E tutto ciò mentre ancora siamo nell’involucro corporeo.

In conclusione, ricordiamoci di questa storiella tutte le volte in cui diciamo che il diavolo sta mettendo lo zampino nella nostra vita. Quando qualcosa ci mette alla prova, quando i punti che abbiamo messo a sostegno della nostra esistenza vengono meno, non precipitiamoci a maledire il nostro destino, non abbandoniamoci alla disperazione. Agiamo invece cavallerescamente: sguardo dritto, cuore fermo e mano sulla spada. Manteniamo la lucidità necessaria per capire che cosa la vita ci sta chiedendo, e per comprendere quale direzione devono prendere i nostri passi.

Perchè in quell’esatto momento qualcosa ci sta chiedendo di mutare livello, di allargare la nostra percezione delle cose. Citando il poeta tedesco  Hoelderlin: “Le ore più buie sono quelle che precedono il ritorno del Sole”.

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