Iniziazione all’amore

11401247_1598083850468517_2575514987311967007_nL’Amore nella sua integrità, è una iniziatura sublime. Basta amare per affacciarsi sull’abisso dell’Infinito … per capire bisogna che tu, di fronte a questo sublime ignoto, ti senta trepidante, trascinata in una zona che è l’inverosimile della materia vivente, in cui tutta te stessa e tutto il creato in te vibriate in un modo che nessun meccanismo che non sia l’anima dell’uomo, può dare … spirito o carne?

Ma se tu in quel momento hai saputo distinguere dove comincia lo spirito e dove finisce la carne, tu non sai che sia amore (…) lo strale di Cupido non farebbe rivolgere la tua prima intenzione alla bistecca, e – messo in presenza di lei (oh quel pronome fatale!…) – rimarresti in uno stato speciale di estasi, come santa Chiara e le altre non hanno avuto mai.

Rendile più intense quelle estasi, muto, senza desiderio, e tu ti allontani da te per afferrare l’anima dell’amica che si trova nel medesimo stato. Bada bene, inchioda il tuo corpo su di una seggiola e fa che l’altra, lei, stia inchiodata alla sua. In un senso indefinito di trance se passiva, di mag se è attiva, voi vi direte un mondo di cose belle, vi farete un racconto delle mille e una notte e … siete in completa zona astrale, nella zona dove vivono le anime, cioè – in lingua povera – in un campo mentale dove la materia pesante e sottilissima e meno grave tua, entra in contatto non solamente con la materia pesante e sottilissima e meno grave di lei, ma con tutti i corpi, entità, angeli, eoni, costituiti della stessa materia, che possono logicamente entrare in contatto con i vostri tentacoli. Direbbe un santo padre: il diavolo ha messo fuori le corna. Proprio così.

Sembra la cosa più facile del mondo , e lo è. Tutti gli amori raffinati hanno istanti di magia amorosa. Ma il difficile sta in due cose: nella bistecca e nel far durare intensamente e definitivamente questo stato. [Giuliano Kremmerz, gli Amanti]

Quando Perceval, abbiamo scritto in post precedenti, giunge la prima volta al castello del Graal viene respinto perché non ha posto la domanda. La sua Anima, addormentata, non riusciva a scorgere di là dalla forma fisica. Accecato dalla brama, il Cavaliere afferra la sacra Coppa senza prestare attenzione al dolore del re ferito.

Amare vuol dire sentire l’Anima dell’altro, incontrarla realmente. Questa, contro ogni profanazione, è la sacralità dell’Amore. Possibilità sempre tradita dalla bramosia egoica del possesso, del volere tutto per sé.

E’ la paura di chi non vuole morire a sé stesso, perché non sa ritrovarsi nell’altro. E’ il cieco desiderio di chi vuole possedere la vita e non sa donarla. “Chi vorrà conservare la propria vita la perderà, chi l’abbandonerà la ritroverà”, insegna il Cristo. E’ la vittoria sulla morte. Tutta la preparazione iniziatica deve condurre a sviluppare quella sottile presenza a sé stessi che permette di non lasciarsi travolgere dalla frenesia dell’ azione, imparando piuttosto ad ascoltare e lasciando poi che l’azione fluisca liberamente dallo stato interiore che si è riusciti a raggiungere; di afferrare quell’ attimo che vola in cui la Parola diviene carne. [IlCervoBianco]

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