Morire Attivamente

Morire Attivamente

Potete aiutarvi con questa immagine: tu stai qui, su questa rupe; là, di fronte, un’altra rupe; in mezzo, il vuoto. Se di colpo, ti si dà un urto, tu, preso di sorpresa, nel novantanove per cento dei casi finisci giù.  Ma se tu hai la prontezza di cogliere la spinta, di essere attivo prima quasi di essere sorpreso; se, esattamente, sai prendere in un tuo slancio la spinta impreveduta ed esterna ­­­- tu salti -  e ti ritrovi sulla rupe di faccia. Questa rupe al di là è la riconquista di una coscienza liberata. La prima rupe era la coscienza gravata dalla condizione individuale, quindi soggetta a tutto ciò a cui per via di un corpo si può essere soggetti.
E nell'immagine potete trovare altre analogie. L’urto, si capisce, che ti manda fuori, è l’azione dei “corrosivi” subitanei. Questa azione sarà sempre di sorpresa, per la tua natura e perché, nell'uomo, fra corpo e anima c’è discontinuità. Come se potesse vedere dinanzi, l’anima, ma non dietro a sé voltandosi. In questo “dietro” comincia il corpo, vi sboccano le vie che vengono dal profondo, dall'occulto del corpo. Ora, l’azione esplicata dalle “acque corrosive” viene dall'esterno, giunge attraverso il corpo, da dietro, dunque. Ecco che la situazione è proprio come quella di chi sta sul margine della roccia e non può prevenire né il momento, né la qualità della spinta che viene da dietro.
 
"SULLE ACQUE CORROSIVE" Introduzione alla Magia vol. 2

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