Anno 1 – Numero 2 – Estate 2014

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Editoriale – In un articolo pubblicato sul libro “Si vive solo due volte – interviste a Carlos Castaneda”, si racconta parlando di quest'ultimo: ”gli piacevano i film, almeno 10.000 anni fa. Quando venivano proiettati al Vista di Hollywood, mentre stava imparando criteri per essere morto. Lui non ci va più, ma le streghe si. E un diversivo dalle loro attività bizzarre ed epiche, una sorta di fare sesso sicuro sognando. Ma non esattamente. «Hai in mente quella bella scena in Blade Runner? Lo scrittore non si è reso conto di cosa ha scritto, ma ha fatto centro. Il replicante alla fine sta parlando: “Ho visto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare”, parla delle costellazioni. “Ho visto navi da battaglia presso i bastioni di Orione.” Cose senza senso, vacuità. Questa per noi era l'unica parte che non funzionava, perché era chiaro che lo scrittore non aveva visto nulla di tutto ciò. Ma quello che avviene dopo è meraviglioso. Sta piovendo e il replicante dice: ” E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire”. Questa è la vera, seria domanda per noi. Potrebbero essere solo delle lacrime nella pioggia, certo. “[…]Ma tu fai del tuo meglio, signore. Fai del tuo meglio e se il tuo meglio non è abbastanza buono, mandalo affanculo. Se il tuo meglio non è abbastanza buono manda affanculo Dio stesso.”
La questione centrale della ricerca ermetica è racchiusa nel tentativo di trovare il modo di essere svegli affinché al momento della morte non si dissolvano tutte le esperienze accumulate, proprio come lacrime nella pioggia. Lutero, nel suo De Servo Arbitrio, scrive che la volontà umana è nel mezzo, come una bestia da soma: se la cavalca Dio va dove va Dio, se la cavalca Satana, va dove va Satana. L'uomo non può scegliere il suo cavaliere. Noi invece sosteniamo un'alternativa: sapere che siamo nel mezzo di una battaglia per la nostra anima, ed avere consapevolezza di dover morire ci rende liberi, perché ci permette di estraniarci da una lotta non nostra, e ci consente di prendere coscienza di noi stessi, ovvero di ciò per cui “gli altri” combattono.
Generalmente le persone si avvicinano alle tematiche di carattere spirituale con due antitetici atteggiamenti preconcetti: con un senso di fideistica accettazione o con il desiderio di dimostrarne l'infondatezza. Ciò che sgomenta queste due tipologie di individui è la mancanza apparente di uno schema, di una mappa del territorio. Costoro hanno bisogno del programma del corso, delle dispense e degli esami, meglio se a risposta multipla, in modo da poter trascorrere tutta la vita costruendo nuove impalcature, nuovi puntelli sui quali sorreggere la propria identità illusoria, il proprio Ego. L'iniziazione al contrario è un processo di decostruzione, di morte, la possibilità di potersi ricavare un varco verso la libertà.
C'è una canzone che don Juan amava molto; egli diceva che chi l'aveva scritta era quasi arrivato al centro della faccenda. Don Juan sostituiva solo una parola del testo per renderla perfetta: libertà al posto di amore.

Si vive solo due volte
o cosi almeno sembra.
Una volta per te stesso
e una per i tuoi sogni.
Scivoli attraverso gli anni
e la vita ti sembra senza sorprese.
Finché un sogno appare e libertà è il suo nome.
E libertà è uno sconosciuto
che ti fa un cenno.
Non pensare al pericolo o lo straniero sparirà.
Questo sogno è per te, quindi pagane il prezzo.
Trasforma un sogno in realtà (1).

Tradizioni, culture, religioni, sono tutte concettualizzazioni inutili se non inquadrate nella giusta prospettiva del volerne cogliere la loro essenza profonda. La forma è sempre transitoria, l'essenza è ciò che conta. Così funziona la legge universale del karma, il cui senso riposto è la necessità di cogliere il significato delle esperienze che ci si presentano. Lutero sostiene che neanche Dio ha la libertà di scegliere chi si salva, e comunque non sceglie chi salvare in base ai suoi meriti; per questo parla di predestinazione: la salvezza avviene senza un rapporto equo di causa ed effetto. La giustizia divina non salva tutti né si mette a guardare, secondo i canoni della giustizia umana, chi sono i buoni e chi i cattivi. Il padre della riforma ebbe grandissime intuizioni ma restò vittima del suo tempo, ripetendo la dualità tra Dio e Satana che faceva comodo alla Chiesa, il cui messaggio è questo: “Io posso salvarti; se stai con me ti salvi, ma in cambio di questa possibilità voglio il controllo della tua anima e della tua mente”. Troppo influenzato da questo schema duale, Lutero non poteva sbarazzarsi della Chiesa ed allo stesso tempo pensare alla libertà dell'arbitrio.
Noi sosteniamo la via dell'essenza, che si pone in una prospettiva più alta rispetto al classico schema duale “bene-male”. Il fenomeno in se stesso è poco importante, è la legge che lo regola il nostro campo d'indagine. Bisogna risalire dal fenomeno al noumeno come direbbero i platonici. La prima cosa da fare, il primo passo da compiere è rompere gli schemi che si sono formati attraverso la famiglia, la società, la cultura e l'educazione, in una parola liberarsi dalla descrizione del mondo che abbiamo imparato attraverso la socializzazione, e che confermiamo attraverso l'incessante dialogo interiore, il quale, in effetti, tiene in piedi il mondo.
Carlos Castaneda ha molte volte menzionato nei suoi scritti la sua famiglia e la sua educazione tipicamente liberale nonché decisamente anticlericale. Anche ne “il secondo anello del potere” si accenna al suo retaggio anticlericale. Lo scrittore ha sempre però evitato di concettualizzare riguardo questi temi legati alla dicotomia “clericalismo-anticlericalismo”, dichiarando semplicemente di voler offrire – per il tramite della sua esperienza – un insegnamento che aiutasse a comprendere come sia molto difficile rompere gli schemi che si sono formati in gioventù.
Don Juan, il suo maestro, a tal proposito afferma: “Per sconfiggere la nostra stupidità abbiamo bisogno di tutto il nostro tempo e di tutta la nostra energia. Questa è l'unica cosa che conta. Tutto il resto difetta di consistenza. Niente di quello che tuo nonno e tuo padre hanno detto della Chiesa li ha resi felici. La forza, la vitalità e il potere derivano solo dal nostro essere guerrieri impeccabili. Pertanto, la cosa appropriata per te è il sapere come scegliere”.

(1)  – You only live twice, di Barry-Bricusse, 1967. Canzone tratta dal film omonimo della serie incentrata sulle imprese di James Bond, l'agente segreto al servizio di sua Maestà partorito dalla penna di Ian Fleming.

IlCervoBianco

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